Il conflitto di interessi. Ecco una cosa di cui si può parlare sul sito montecalvese e fare l’esercizio di rapportarlo alla situazione nazionale! O vice versa!
La questione sollevata dal trafiletto satirico (non vero, anche se verosimile), apparso sul sito de “la campana” e ripreso - perché ritenuto vero - da un ingenuo partecipante al forum del sito “concorrente”, ha riproposto l’annoso problema del conflitto d’interessi, questa volta attagliato alla realtà montecalvese. Siamo alle solite: se non è giusto precludere la partecipazione alla politica attiva a chi svolge un’attività privata, non è quantomeno opportuno che chi è investito di una carica pubblica mantenga la conduzione delle proprie attività, quando i confini di queste potrebbero confondersi con quelli dell’azione amministrativa.
Altrimenti si rischia di non comprendere se si voglia, ad esempio, risolvere il problema dei rifiuti o i problemi di chi li raccoglie; promuovere un prodotto locale o tirare la volata a chi si accinge a produrlo; aggiustare la strada per agevolare chi rientra a casa o chi voglia raggiungere un locale pubblico; assistere con ripetizioni gli scolari in difficoltà o risolvere le difficoltà di improvvisate maestrine e di chi ne coordina l’attività; sveltire l’iter di una pratica concessiva di un contributo, per restituire sollecitamente all’uso del proprietario un immobile danneggiato o per riscuotere prima possibile il lauto compenso per l’assistenza tecnica fornita.
Si sa, chi occupa una posizione pubblica si trova sempre al centro dell’attenzione. Ogni di lui azione, attività, interesse, atteggiamento viene passato al vaglio sia da chi lo ha votato (che chiede conto della fiducia che gli ha accordato) sia da chi lo ha avversato (che vuole ad ogni costo dimostrare che chi l’ha scelto ha sbagliato).
Quindi, quando si dice che la politica ha bisogno di gente capace di volare alto, ci si riferisce anche alla capacità di accantonare, per il periodo della consiliatura, i propri affari e mantenere sempre una condotta trasparente.
Non tanto trasparente, però, da rendere invisibile chi la pratica! Come è successo nel corso del “monologo” tenuto il giorno 20 maggio in “Piazzetta” da Giuseppe RUCCIO.
C’era l’accusatore, c’erano le presunte vittime - silenziose come sempre - mancava solo qualcuno che ribattesse alle accuse precise di RUCCIO che, senza contraddittorio, ha riferito di presunti fatti gravissimi, occorsi in seno alla commissione per la valutazione delle domande per l’assegnazione delle case popolari.
Per finire, voglio dire che sono assolutamente d’accordo con chi sostiene che, quando ce ne sono i motivi, spetti solo alla magistratura condannare. Ma sono anche convinto che la responsabilità politica sia un’altra cosa. Essa prescinde dall’azione della magistratura, che può anche non esserci affatto. E’ una funzione propria dell’elettore-sovrano che la esercita quando, una volta ogni cinque anni, sfila in carrozza per il paese e concretizza la sovranità che la Costituzione gli attribuisce.
Ciò a condizione che sia correttamente informato o dall’opposizione politica o, meglio, da quella stampa indipendente e determinata che spesso latita.
In tale ottica non è necessario aspettare il pronunciamento della magistratura. Già una valutazione sull’opportunità di una scelta, sull’uso della discrezionalità consentita dalla legge, sull’atteggiamento di apertura verso l’elettore-cittadino, sulla sollecitudine nel rendere conto del proprio operato, sulla trasparenza nella propria azione, sulla disponibilità al confronto, rientrano a pieno titolo tra i comportamenti politici che l’elettore deve poter valutare a priori e non solo dopo le condanne della magistratura. Quelle sono altra cosa, ben accette quando fondate.
Cordialmente, Mario CORCETTO