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Le scelte difficili (da condividere) |
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di Carlo Pizzillo
L’amministrazione comunale di Montecalvo Irpino ha deciso, per far fronte ad una gravissima crisi finanziaria, di procedere alla vendita di alcuni fabbricati per civile abitazione di proprietà comunale. Tali unità abitative, costruite con finanziamenti regionali, hanno risanato un quartiere- “Ditta Salice” o meglio San Pietro- del nostro paese dove dal terremoto del 1930 erano insediate le cosiddette “casette asismiche”.
In quella specie di abitazioni sono vissute generazioni di Montecalvesi, si sono formati nuclei familiari che, in carenza di case e con scarse possibilità economiche, hanno trovato il loro primo tetto. Gran parte di queste persone, per lo più anziane e con alle spalle decenni di vita in abitazioni fatiscenti, da poco più di 4 anni avevano potute trovare una sistemazione decente, in una abitazione degna di tale nome.
Ma il sogno è già finito?
Questi nostri amministratori, per porre rimedio ad un modo scellerato
di amministrare che ha prodotto una montagna di debiti , di cui allo
stato non si può neanche quantificarne con precisione l’entità, decide
di procedere alla vendita con un’asta a pubblico incanto.
Con una scelta moralmente inaccettabile si decide per far fronte a
gravi errori, con precise responsabilità personali di vendere i beni
che appartengono alla collettività.
In linea di principio potremmo ritenere che la vendita di queste
abitazioni a coloro che le occupano non sia una scelta totalmente
deprecabile, ma immaginare di bandire un’asta pubblica per unità tutte
occupate determinerà una situazione che i nostri amministratori ancora,
non credo, abbiano preventivato; coloro che compreranno queste unità
abitative dovranno iniziare un battaglia contro gli occupanti con
vertenze legali che certamente non saranno né brevi, né con esiti
scontato.
Noi come opposizione useremo tutti i mezzi per evitare che ciò accada;
è infatti nostra convinzione che il destino finanziario del nostro
comune sia ormai segnato e che alla fine a pagare il prezzo più caro ed
inutile per evitare il dissesto finanziario saranno chiamati i più
deboli, per una gestione scellerata ed iniqua delle finanze comunali,
avallata non solo da amministratori disattenti ed interessati al
proprio quid, ma anche da un gruppo di funzionari, e organi di
controllo che si sono dimostrati incapaci e direttamente responsabili
di gravi errori ed inadempienze che hanno creato un grave danno a
questa collettività.
In questi giorni con l’affissione dei manifesti per l’asta pubblica la
vita di qualche decina di nostri concittadini, per lo più anziani – o
persone senza un reddito decente- è ossessionata dalla paura di perdere
una abitazione dopo anni di stenti. Con quale tranquillità chi si è
reso responsabile di tutto ciò, può continuare a vivere e soprattutto a
dormire sonni tranquilli.
Dopo aver letto il post di trappeto che ha suscitato interesse nella
comunity, ho ritenuto opportuno manifestare questa questione e queste
mie riflessioni e sottoporle a voi tutti anche al fine di poter avere
opinioni da chi vive fuori Montecalvo, ma conosce la storia e……….
Con affetto e amore comune per Montecalvo ed i Montecalvesi (ovunque siano).
Carlo Pizzillo
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